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Come usare la pietrina umidificante

La pietrina umidificante

Sarà una banalità, ma la pietrina umidificante è un’arma a doppio taglio. Se si adopera bene riesce a donarci un tabacco fresco e umido al punto giusto, se si adopera male invece produce un effetto troppo drastico rischiando di rovinare il nostro caro tabacco.

Ricordo che la prima volta che la provai mi misi a cercare informazioni dettagliate su come utilizzarla, ma non riuscii a trovare nulla se non le nozioni più semplici e basilari. D’altronde, chi penserebbe di scrivere una “guida” dettagliata su come utilizzare una pietrina umidificante? Beh, la risposta la scoprirete a breve.

Questo piccolo oggetto, dal costo di 0,50€/1,00€, serve a umidificare un tabacco già secco per adeguarlo alle nostre aspettative, oppure per evitare che un tabacco si secchi dopo l’apertura della confezione. Un concetto semplice e chiaro che nella pratica può diventare complicato se si esagera con le quantità di acqua o se non si effettuano quei piccoli accorgimenti che aiutano la pietrina a fare il suo dovere.

Perciò vi descrivo la procedura che seguo personalmente per umidificare i miei tabacchi con questa pietrina, fornendovi qualche precisazione maturata con l’esperienza nel corso del tempo.

Non esagerare

Il primo punto da seguire è proprio questo: non esagerare mai con la quantità di acqua. Basta riporre la pietrina per un paio di minuti in un recipiente pieno di acqua, poi rimuoverla e far cadere via l’acqua in eccesso. Non mettete mai la pietrina ancora imbevuta di acqua nella confezione, altrimenti vi ritroverete a fumare una poltiglia di tabacco. Piuttosto, dopo aver tolto la pietrina dal recipiente, fate scolare l’acqua, poi prendete un tovagliolo e tamponate leggermente la superficie così da rimuovere per bene tracce in eccesso di acqua.

Rigirare spesso

Adesso potete mettere la pietrina nella busta o nel barattolo di tabacco, collocandola nella zona centrale, non ad inizio o a fine confezione, ma proprio al centro, in modo che l’umidità si propaghi uniformemente. Non pensate di lasciare li la pietrina incostodita e prendere il tabacco solo quando vi serve. Dovete costantemente girare e rigirare il tabacco in modo che la parte a contatto con la pietrina non si inumidisca troppo e la parte più distante dalla pietrina non rimanga secca. Il primo giorno di pietrina, io “mescolo” il tabacco almeno una volta ogni 2 ore, poi con meno frequenza quando mi accorgo che ogni parte di tabacco è più o meno umida.

Cogliere il momento giusto

La pietrina non va lasciata nella confezione in maniera permanente. Una volta che il tabacco avrà ottenuto il grado di umidità che desideriamo dovremmo cacciarla, lavarla e tenerla pronta per il prossimo utilizzo. Non è bene tenere la pietrina costantemente nel trinciato per un semplice motivo: inumidire troppo il tabacco non è un bene. L’eccessiva umidità rende difficile fumare. Un tabacco troppo umido si gira male, tira poco e ha un sapore ben diverso da quello originale.

Quante volte posso usare la pietrina?

Quante volte volete. Potete ripetere il processo di umidificazione fino a quando non otterrete il risultato da voi desiderato, per questo è meglio impregnarla di poca acqua, piuttosto che inzupparla completamente. Un risultato ottimale ha bisogno di un processo graduale e curato. Facendo le cose in fretta e furia, non esce mai nulla di buono. Inoltre, le pietrine sono infinite e possiamo adoperarle teoricamente per sempre. Non scadono, non marciscono, non prendono vita trasformandosi in vasi da notte. Con una spesa irrisoria possiamo modificare e cambiare a nostro piacimento i tabacchi per ottenere il risultato che più ci soddisfa.

Per molti di voi, operazioni di questo tipo potrebbero risultare noiose e superflue, ma vi assicuro che si tratta di gesti semplicissimi che vi richiedono massimo una manciata di secondi e se volete fumare un tabacco “personalizzato” direi che ne vale la pena. Come sempre, aspetto i vostri commenti e le vostre opinioni in merito :)

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  • Mario

    Ottima guida, come sempre Paolo riesci a centrare nel segno…anch’io uso la pietrina quando mi accorco di aver acquistato una confezione un po’ datata o il tabacco in mio possesso si è un pò rinsecchito, specialmente gli umidi. Qualche volta l’ho usata anche per “addolcire” i tabacchi secchi e troppo violenti. Effettivamente l’operazione confermo che è una cavolata però è altrettanto semplice fare dei pastrocchi specialmente le prime volte quando non hai ancora ben chiaro come fare. Comunque anche commettendo l’errore di lasciare troppo in busta la pietrina si può corregere facendo respirare il tabacco magari ben allargato in un piatto e quindi ritornare al grado di umidità desiderato. Per lo stesso scopo come tu già sai, Paolo, ho anche usato le bucce di mela (altri quella di patata, più neutra) riuscendo ad avere in alcuni casi un leggero retrogusto di mela che a me piace (a tal proposito ci si può sfiziare utilizzando le varie tipologie di mele dai sapori diversi, ognuno si sceglie il suo). Aggiungo e finisco che la pietrina la uso anche nei barattoli dove conservo il tabacco quando decido di non avere tutta la confezione con me e di utilizzare quel tanto di tabacco che mi occorre per la mattinata o il pomeriggio oppure quando sono in possesso di tabacco a me caro (nel mio caso Mac Baren Nero) e che non fumo in maniera continua.

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