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Addio pacchetti da 10: la rivoluzione del tabacco

La rivoluzione del tabacco

Non tutti lo sanno, ma a Strasburgo il 26 Febbraio 2014 è stato votato il nuovo “pacchetto” del Parlamento Europeo che regola la vendita del tabacco nei paesi membri. La plenaria ha approvato il testo con 514 sì, 66 no e 58 astenuti. E per molti fumatori le abitudini cambieranno, volenti o nolenti; resta da capire se in positivo o meno.

Ad esempio, la direttiva prevede che dal 2016 non sarà consentita la vendita nei paesi membri dei pacchetti contenenti non meno di 20 sigarette. Addio a fumatori occasionali e “fasce deboli” perché questi pacchetti “ [highlight] sono accessibili soprattutto alle fasce più deboli di consumatori (minori) e spesso utilizzati anche per scopi promozionali, si ravvisa perciò la necessità di individuare un’unità minima di condizionamento per la vendita al pubblico. Per questo si dispone che, a decorrere dal 180esimo giorno dall’entrata in vigore del decreto la vendita di tale prodotto avvenga solo in confezioni non inferiori a 10 sigarette […] e di minimo di 30 grammi per le confezioni di tabacco[/highlight]”.

Le novità riguardano anche le sigarette e i tabacchi aromatizzati (come le classiche sigarette a mentolo) che verranno vietate a partire dal 2020 con tutte quelle sigarette e tabacchi che “contengono aromi caratterizzanti in eccesso. Ma non è finita qui, anche l’occhio vuole la sua parte! Verrà rivoluzionata perciò anche l’estetica dei pacchetti: la direttiva prevede che i pacchetti di sigarette dovranno essere coperti per il 65% (davanti e dietro) di immagini e testi che riguardano la salute del consumatore-fumatore. Mentre sui lati delle confezioni, per il 50%, saranno inseriti degli avvertimenti, come esistono già oggi nella parte anteriore del pacchetto (“il fumo uccide”), che si aggiungeranno alle informazioni sui livelli di catrame, di nicotina e di monossido di carbonio contenuti nel prodotto. Per quanto riguarda invece le confezioni di tabacco, allo stesso modo dovranno avere il 65% di spazio (nella parte superiore e posteriore) dedicata alle avvertenze per la salute.

Guerra alle sigarette elettroniche: i singoli paesi potranno decidere se trattarle come presidi medici (e quindi venderle in farmacia con annesse autorizzazioni da superare) o come prodotti di consumo (quindi sottomesse a regole e restrizioni come qualsiasi altro prodotto contenente nicotina). Ma la cosa che per gli amanti di internet risulta meno digeribile è la nota che prevede che i singoli paesi potranno regolare, se non vietare del tutto, la vendita online di tabacchi e di tutti i prodotti legati ad esso.

Ovviamente, inutile dirlo, anche i prezzi subiranno inevitabili aggiornamenti al rialzo: in Italia, la relazione illustrativa del Ministero della Salute recita cosi: “ [highlight] viene previsto un incremento dell’accisa minima, che passa dal 110% al 115% e rappresenta un idoneo contemperamento tra gli interessi pubblici dell’Erario e le esigenze commerciali dei produttori. Gli aumenti per il tabacco trinciato a taglio fino prevedono invece che per i prodotti venduti ad un prezzo inferiore alla classe di prezzo più richiesta, l’accisa minima, per chilogrammo, sia del 109% dell’accisa percepita su detta classe di prezzo [/highlight] ”.

In parole povere: la tendenza è prevenire il fumo, ma se meno persone fumano, i rimanenti pagano di più. Per interessi pubblici e dell’Erario ovviamente. Come sempre.

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