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Intervista a SmokeStyle

Intervista a SmokeStyle
 
Qualche tempo fa la rivista Tab Let, realizzata in collaborazione con l’Imperial Tobacco, mi ha intervistato ponendomi alcune domande inerenti il mondo del tabacco. Nella versione cartacea l’intervista é apparsa tagliata per motivi di spazio ma di seguito vi riporto la versione integrale. Fatemi sapere cosa ne pensate! :D

Fumare con style

La cultura del tabacco e il web: l’esperienza di SmokeStyle.

SmokeStyle.org è un blog molto seguito dai cultori del tabacco italiani. Paolo, il blogger che lo ha fondato, si occupa di marketing pubblicitario e web design. Dalla Calabria dove vive e lavora, anima discussioni, prova i prodotti, sottopone al giudizio dei suoi lettori le sue recensioni dei prodotti del tabacco che arrivano sul mercato. “Nel momento in cui sono passato dalle sigarette confezionate al trinciato – ci ha dichiarato all’inizio dell’intervista – ho scoperto un mondo nuovo, un mondo fatto di più gusto e maggiori soddisfazioni, pieno di possibilità per variare sapore e creare la combinazione perfetta di un piacere decisamente soggettivo. Non ho mai incentivato il fumo ma sono aperto e disponibile verso i fumatori consapevoli che condividono la mia stessa passione.”

Chi le ha trasmesso l’amore per la cultura del tabacco?

La mia passione è nata spontaneamente e lentamente, non è stato un “colpo di fulmine”. Mi sono innamorato del tabacco durante le calde sere estive seduto in riva al mare, ma anche negli inverni gelidi passati davanti il camino e dopo i lauti pranzi festivi, quando la pancia è sazia e una buona sigaretta rollata con le proprie mani corrisponde al dolce più prelibato che si possa assaporare. Nessuno mi ha portato a conoscere il tabacco, nessun film, nessuna pubblicità, nessun amico… è stata una conoscenza genuina che poi è diventata una vera e propria passione, addirittura uno stile di vita direi.

Lei è un amante del fumo lento, quale genere preferisce? sigarette, sigari, sigaretti, pipa, rollato?

Dopo aver fumato per anni sigarette ho deciso di passare al rollato ma nel frattempo ho sperimentato anche il piacere della pipa, e in misura minore quello di sigari e sigaretti. Ma sono state “relazioni” fugaci, poco durature. La mia vera passione è il trinciato, rollare sigarette è diventato un vero e proprio stile di vita per me.

Come si diventa esperti di tabacchi, fino a diventare tanto autorevoli da recensire i diversi prodotti del mercato?

Credo che il modo migliore sia quello di provare sempre nuovi prodotti e di essere il più oggettivi possibile nel valutarli. Non sono così presuntuoso da affermare di essere una fonte autorevole nel campo dei tabacchi, semplicemente cerco di assaporare ogni tabacco secondo diversi criteri e trarre conclusioni finali lontane dal giudizio categorico e soggettivo. In ogni recensione richiedo sempre l’opinione dei miei lettori perché credo che il loro giudizio sia la fonte più autorevole che ci sia.

Da dove nasce l’idea del sito e delle recensioni dei prodotti del tabacco?

SmokeStyle nasce come una semplice raccolta di impressioni personali sui tabacchi provati, ma pochi mesi dopo la sua comparsa online è diventato una sorta di “diario di bordo”, più che un vero sito web. Avevo bisogno di un luogo in cui annotare tutti i miei pensieri durante il mio “viaggio alla ricerca del gusto” ma al contempo, volevo che ciò che scrivevo potesse essere utile a qualcuno, volevo che diventasse un riferimento per tutti gli appassionati come me, un bar virtuale in cui parlare tranquillamente dei proprio gusti, dove chiunque può dire la propria opinione nel rispetto dei gusti altrui.

A parte i percorsi della rete, questa passione la porta a frequentare anche club, raduni, festival del fumo lento e simili?

In realtà non ho mai partecipato a nessuna di queste iniziative, il mio metro di giudizio sono in primis i miei amici più stretti, con cui condivido le prime impressioni sui nuovi prodotti, e poi ovviamente la cerchia di lettori fedeli che segue tutte le mie recensioni e commenta i diversi articoli.

Che cosa distingue un fumatore normale da un “fumatore con stile”, come lei lo definisce? 

Penso che fumare sia un gesto carico di personalità, caratteristico e individuale. Ognuno ha il suo modo di fumare. A mio avviso però, rollare una sigaretta con le proprie mani è un rito che sconvolge completamente il modo di fumare. Ogni volta è diverso, sempre qualcosa di nuovo. Sfilare le sigarette dal pacchetto è qualcosa di più abitudinario e statico. Quando sfilo una sigaretta confezionata dal suo pacchetto vedo dell’abitudine, della sterilità, dell’automatismo in quel gesto. Invece giocare con la cartina tra le mani, cospargere il tabacco, sistemare il filtro, sono gesti che pur essendo carichi di abitudine costituiscono ogni volta una creazione nuova. Questo è stile secondo me.

Lei ha creato una vasta comunità online: 1500 “amici” su facebook e tanti (quanti?) frequentatori del sito. Chi sono queste persone? Vi conoscete di persona? Vi incontrate di tanto in tanto?

Quando ho creato SmokeStyle nel febbraio del 2011, era visitato unicamente da amici reali e conoscenti della mia città, ma in breve tempo ho iniziato a ricevere commenti da ogni parte d’Italia. In due anni il sito è cresciuto e dalla piccola cerchia di amici ha superato le 2000 visite giornaliere da parte di utenti di ogni città italiana e 1500 “amici” sulla pagina Facebook. Non conosco personalmente tutti i miei lettori, ma tramite commenti ed email ho instaurato buoni rapporti con alcuni di essi, scambiando notizie e informazioni, scherzando e criticando alcuni prodotti, scambiando “ricette” per miscelare i diversi tipi di tabacchi o per provare accostamenti con liquori e cibi vari.

Quanti tabaccai, secondo lei, sono cultori del tabacco?

Ogni volta che mi trovo in una nuova città spendo molto tempo per visitare i tabaccai della zona e ad oggi credo di aver conosciuto parecchi venditori, purtroppo però mi sono ritrovato raramente di fronte cultori del tabacco, disposti ad aiutare il cliente e ad aprire un dialogo sull’argomento. Giusto per fare un esempio, mi è capitato spesso di ricevere risposte come “questo tabacco non esiste” piuttosto che una risposta aperta come “non ho mai sentito parlare di questo tabacco, hai una busta da farmi vedere o sai darmi altre informazioni?”. A mio avviso un cultore è colui disposto ad apprendere e a scambiare nuove informazioni, a condividere una passione parlando tranquillamente e senza pregiudizi di alcun tipo. Ma l’atteggiamento di chiusura di molti tabaccai non mi ha mai consentito di individuarne molti tra essi. Forse il mio criterio è molto limitato ma credo che non basti fumare e apprezzare una sigaretta per definirsi veri cultori.

Come giudica, in media ovviamente, la conoscenza dei tabaccai rispetto ai prodotti che vendono?

A mio avviso i tabaccai dovrebbero cercare di instaurare più spesso un dialogo con i propri clienti, per valutare le preferenze e i trend del momento ma, cosa più importante, dovrebbero essere informati su tutti i prodotti presenti in commercio, non solo sulle ultime uscite.

Ha mai pensato di aprire una tabaccheria? o un club del fumo lento?

Non ho mai pensato di avviare un’attività del genere, però mi piacerebbe aprire un’associazione culturale del lento fumo. Diciamo che è uno dei progetti futuri di SmokeStyle.

Si definisce un “sommelier del fumo” rifiutando l’etichetta di fumatore accanito, la domanda è d’obbligo: quante ne fuma al giorno?

È vero, spesso mi piace definirmi così ma lo faccio senza presunzione ne malizia, è più un termine scherzoso e confidenziale che uso con i commentatori del sito. In realtà la distinzione che faccio verte più su un significato puramente “estetico” piuttosto che quantitativo. Mi spiego meglio: fumo circa 10 sigarette rollate al giorno ma solo con due o tre di esse mi sento davvero un “sommelier del fumo”. Si tratta di quelle sigarette fumate lontane dal traffico caotico e dai pensieri della quotidianità, quelle sigarette che gusti in determinate situazioni di pace e tranquillità e che regalano le sensazioni migliori. Per le altre sigarette invece mi reputo un po’ “fumatore accanito” perché le consumo senza nemmeno soffermarmi sui sapori, in maniera automatica e superficiale, perdendo il senso e il piacere del rito.

Che ne pensa delle norme, al vaglio dell’Europarlamento, che vieterebbero gli additivi del gusto che differenziano i vari marchi di sigarette?

Sarebbe un po’ come imporre la vendita di un unico tipo di carne. “Puoi mangiare solo pollo e null’altro”. Tutti siamo consapevoli dei danni provocati dal fumo, ma perché toglierci il gusto di fumare ciò che più ci piace?

Nelle sue recensioni lei pone l’accento anche sulla qualità e l’estetica delle confezioni. Quali sono i suoi gusti in questo caso?

Occupandomi di marketing pubblicitario tengo molto in considerazione l’aspetto estetico dei prodotti anche se nelle conclusioni finali mi limito ad esprimere un giudizio unicamente sulle qualità del tabacco più che sulla sua confezione. Ritengo però importantissima la presentazione grafica di un tabacco, così come credo sia altrettanto importante l’aspetto di un pacchetto di sigarette e via dicendo. Personalmente prediligo le confezioni con una grafica innovativa e fuori dagli schemi tradizionali, dalle dimensioni compatte e che non si sgualcisca dopo poco tempo.

Secondo la sua esperienza, quanta parte dei fumatori tiene conto anche di questi elementi nella scelta dei marchi?

Credo che i consumatori siano sempre più o meno influenzati dal “pacchetto più bello”, da ciò che appare e colpisce maggiormente. Sicuramente i consumatori più giovani sono quelli che più facilmente si lasciano catturare dalle nuove tendenze e da proposte di marketing all’ultimo grido.

Anche la differenziazione estetica dei pacchetti è messa in discussione dall’Europa. Immagino che lei sia contrario al pacchetto unico.

Proprio così. Ritengo che il pacchetto unico sia un insulto per il consumatore e personalmente non capisco quali siano i veri benefici di una campagna del genere. A mio avviso il commercio inizierebbe a diventare più statico, il cliente sarebbe meno incentivato a provare prodotti diversi e in questo modo i produttori sarebbero poco propensi a lanciare nuovi prodotti sul mercato. Se l’intento è quello di ridurre il numero di fumatori e di sensibilizzare i giovani a non iniziare a fumare, credo che questa sia la via più sbagliata.

Che orientamento ha la vostra comunità telematica? Accetterebbe queste norme in nome della lotta agli eccessi del tabagismo, o si ribellerebbe?

Non credo che sarebbe entusiasta di provvedimenti di questo tipo ma così come abbiamo accettato il forte rincaro dei prezzi, credo che accetteremmo anche il pacchetto unico.

Che cosa le da il fumo, a livello di piacere, che non troverebbe in un buon vino, in un buon piatto, o in un trattamento rilassante?

Si tratta di piaceri diversi, ognuno provoca emozioni e sensazioni differenti. Aspirare una boccata di fumo e gettarlo fuori per vedere il lento disperdersi delle nuvole grigie è a mio avviso una delle cose più rilassanti che ci possano essere. I lenti movimenti del fumo mi trasmettono pace e tranquillità e dopo un buon vino e un piatto prelibato credo che una sigaretta sia il massimo del piacere.

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  • Rossella Crispini

    Un saluto da una “viaggiatrice alla ricerca del gusto” che, quando può, fa sempre una visitina al suo bar virtuale ;)

  • Ti aspettiamo sempre qui Rossella :D

  • Mario

    Dopo aver letto questa intervista che dire ??…….nulla ! Bisogna solo aprire la nostra confezione di tabacco preferito, preparare il tutto per una magica rollata e sedersi nella pace assoluta a fumare l’ultima “creazione”……Paolo questa tua intervista se pubblicata su murales farebbe venire la voglia di provare a tutti !!…Semplicemente eccezionale…….

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