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Marijuana, diabete e obesità

Marijuana, diabete e obesità

Recenti studi medici affermano che la marijuana sarebbe in grado eliminare quei fastidiosi chiletti di troppo in agguato alle porte dell’estate ed addirittura di prevenire il diabete, insidia che non bada all’età.

I risultati sono stati riportati sulla rivista scientifica The American Journal of Medicine, attestando che in fin dei conti non bisogna etichettare quest’erba come “abominio“, in quanto il suo impiego parsimonioso, sarebbe alquanto benefico, anziché dannoso come sostengono le campagne proibizioniste e il pensiero collettivo. Infatti i consumatori abituali di marijuana avrebbero un livello di insulinemia più basso rispetto a chi non ne hai mai fatto uso e ciò agisce sui processi metabolici periferici conferendo una vita snella ai suoi appassionati consumatori. Questo è quanto affermano i ricercatori di alcune università americane.

Su un campione di 4600 persone sane, di cui il 12% fumatori abituali di marijuana, e un 42% di persone che in passato ne avrebbero fatto uso, gli studiosi hanno riscontrato che i fumatori di marijuana, nonostante assumano più calorie giornaliere per la cosiddetta “fame chimica” siano in genere più magri di chi, a parità di età e condizione fisica non ne fa uso. Da non sottovalutare anche la maggiore presenza del colesterolo buono nel sangue e un miglior controllo glicemico. Insomma, pare che giorno dopo giorno vengano alla luce nuovi impieghi benefici per la marijuana, screditando lentamente le teorie secondo il quale il suo consumo nuoce gravemente alla salute.

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  • Rossella Crispini

    Paolo, solo chi è proibizionista costi quel che costi non vuole vedere (e non vuole far vedere e conoscere) l’ampia gamma di applicazioni terapeutiche della marijuana..E non me ne stupisco più di tanto, visto che siamo in Italia…Piuttosto, mi stupirei se in Italia si cambiasse rotta nei confronti della marijuana, visto che il proibizionismo fa molto comodo, per questioni pseudo morali e per l’esatto opposto…senza pseudo, nel caso dell’opposto…

  • Diciamo che il punto focale della situazione è proprio il fatto che “fa comodo”…Noi del Sud, capiamo anche bene perché! Secondo me il fattore etico-morale incide veramente poco, nel senso che lentamente un luogo comune (sbagliato) può cambiare nella mentalità delle persone, ma quando ci sono di mezzo grossi giri di denaro, è difficile che le cose cambino…

  • Rossella Crispini

    Hai centrato in pieno il significato delle mie parole…non a caso, infatti, ho parlato di pseudo morale, che ha due chiavi di lettura, secondo me: una morale bigotta, imposta dalla presenza di uno Stato Straniero nel bel mezzo dello Stato Italiano e che influenza pesantemente da secoli la morale italiana; e una morale che equivale a scusa per salvaguardare il commercio illecito della marijuana. Quale delle due “morali” sia prevalente in Italia, non saprei…di certo, messe insieme, nei confronti della legalizzazione della marijuana sono come la Muraglia Cinese.

  • Ottimo parallelismo Rossella…purtroppo non è facile parlare dell’argomento, forse dobbiamo aspettare tempi più favorevoli, tu che dici? ;)

  • Rossella Crispini

    Hai ragione, Paolo…no, non è facile affrontare questo argomento in Italia: troppa falsa morale e troppi interessi economici in ballo. Come donna, rivedo la storia dell’aborto farmacologico, ammesso in Italia solo per ubbidire a una disposizione della Comunità Europea…con l’escamotage (tutto italiano) di lasciare alle singole regioni il modo in cui applicare la disposizione…rendendola, alla fine, quasi dovunque applicata solo sulla carta.

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