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La sigaretta Biologica

La sigaretta Biologica

La moda del momento è ormai la cosiddetta “ecig”, la sigaretta elettronica, che nonostante i mille quesiti che si sono creati attorno ad essa e l’enorme impatto mediatico che ha avuto nel corso di questo lungo anno, ha riscosso un grande successo. Però di recente sta prendendo sempre più piede l’idea del tabacco “biologico”, privo di additivi ma comunque ancora legato alla presenza di nicotina. Lo sappiamo bene noi fumatori di tabacco che abbiamo visto una vera e propria esplosione di tabacchi “free additive” sugli espositori dei tabacchini. Ad ogni modo c’è chi utilizza questa sigaretta biologica per ridurre il numero di sigarette fumate durante la giornata, o chi, addirittura, le utilizza come mezzo per smettere completamente di fumare.

Ma per chi volesse continuare a fumare solo per il piacere di farlo, rinunciando unicamente agli effetti tossici della nicotina e dei prodotti derivati dalla combustione? Per questi “incontentabili” si presenta una soluzione perfetta (o così sembrerebbe): la sigaretta biologica, appunto. Ciò che distingue questo tipo di sigaretta da tutte le altre è infatti l’assenza totale di nicotina.

Si tratta di sigarette alle erbe, per lo più di origini indiane, ma non solo. Infatti dentro possiamo trovarci Basilico, Cannella, Glycyrrhiza glabra (Liquirizia), Chiodi di Garofano, Saussurea Lappa, Trachyspermum Ammi (Ajwan), Commiphora, Trifoglio rosso, Petali di rosa e altre erbe particolari. Si presentano all’aspetto come sigarette apparentemente normali (con la differenza che perfino la carta è di tipo vegetale) e fumandole offrono un sapore intenso e fortemente aromatico, anche grazie alla possibilità di aggiungere oli di essenze.

Si elimina il fattore di dipendenza fisico della nicotina e si elimina la tossicità della combustione della carta, certo, ma come la mettiamo con il fattore psico-fisiologico che nasce proprio dall’assuefazione, tanto cara a noi fumatori? Come rinunciare alla vera sigaretta post caffè o post pranzo? I produttori garantiscono che questo tipo di sigaretta permette di abolire la tossicità di una sigaretta classica, consentendo però di mantenere le classiche abitudini da fumatore. Ma sarà davvero così?

Anche se si tratta di prodotti naturali i divieti sono quelli classici: non utilizzare in gravidanza e durante l’allattamento, non usare prima dei 18 anni e in presenza di bambini. C’è chi giura che il sapore e l’odore non si avvicinano nemmeno lontanamente a quello di una sigaretta classica, sminuendo così completamente quello che poteva sostituire almeno l’aspetto “rituale” e in parte psicologico. Per non parlare del gusto, che come facilmente immaginerete, non è minimamente paragonabile a quello del tabacco.

Personalmente, ho avuto l’opportunità di provarle e vi assicuro che ci vuole un po’ di fantasia per associarla ad una qualsiasi sigaretta classica o rollata. E’ lontana addirittura dal sapore delle sigarette elettroniche. E’ qualcosa di diverso e forse è errato a priori associarla alle classiche sigarette, perché in comune hanno soltanto la forma. Però possono essere un buon incentivo e un valido aiuto se l’intento è quello di ridurre o smettere di fumare. Forse sarà il sapore acre che consente di farlo, o forse con l’abitudine si riesce anche ad apprezzare lo strano gusto che offrono, sta di fatto che è la volontà di smettere di fumare a fare la differenza. Comunque se volete provarle, le trovate in erboristeria, in farmacia o su internet al prezzo medio di 4€. E ora, via al dibattito!

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  • Gerry

    non resterebbe il problema delle sostanze associate alla combustione? sono perplesso sulla “non tossicità”

  • Nik

    anche io ho i tuoi stessi dubbi,purtroppo il mercato italiano di questo tipo di sigaretta si sta sviluppando da troppo poco tempo per trarre conclusioni precise..quindi per ora ci affidiamo alle parole dei produttori,anche se sinceramente non mi fiderei troppo visto che,come scritto nell’articolo,si sono premurati di sottolineare di non fumare in gravidanza,in presenza di bambini,ecc…attendiamo sviluppi sull’attestazione del reale grado di tossicità!

  • Gerry

    Allora il problema legato alle sostanze vegetali combuste è principalmente l’acroleina, fortemente epatotossica se ingerita (vedi olii da cucina alla voce ‘punto di fumo) e dannosa per i polmoni se aspirata. Il problema non è la raccomandazione in sé ma la logica secondo cui questa ‘sigaretta’ sarebbe innocua. Non lo è, perchè c’è combustione, e non capisco dove si voglia andare a parare vendendola nelle farmacie

  • Gerry

    Oltretutto, additivare prodotti da fumo con olii essenziali fa correre il rischio di contrarre polmonite lipidica, ed è il motivo per cui ad esempio nelle sigarette elettroniche devono essere sempre usati liquidi a base acquosa e non oleosa

  • Nik

    come è specificato nell’articolo,sono i produttori stessi a promettere la presunta “non tossicità”, secondo me riferita esclusivamente al discorso dell’assenza di nicotina..e probabilmente hanno “giocato” volontariamente proprio sulla mancata precisazione tra tossicità di nicotina e tossicità da combustione..si sa come funzionano le strategie di marketing..

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