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Tabacco: 5 anni di cambiamenti

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Esistono tanti bei modi per iniziare un articolo del genere ma ho deciso di scegliere il più brutto e cattivo per cercare di rendere appieno il senso di ciò che vorrei esprimere. Fumare fa tutto, tranne che bene. Lo sappiamo tutti. Ma fumare oggi, anche solo rispetto a 5 anni fa, è ancora più nocivo, più brutto, più asettico.

Sono un fumatore da circa 9 anni e da 6, sono un fumatore di tabacco. “Non sono nulla 6 anni per fare un paragone“, sarà questo il primo pensiero dei fumatori più collaudati e longevi, ma secondo me, sono abbastanza per descrivere un cambiamento nel mercato che ha stravolto, in senso negativo, il gusto e il piacere che ogni buon fumatore dovrebbe ricercare.

Il tabacco di oggi è scientifico. Negli ultimi due anni abbiamo assistito a questo boom dei tabacchi espansi che promettono un maggior numero di sigarette a un prezzo contenuto. Ma sapete come si realizzano questi ormai famosi tabacchi voluminosi? E’ un processo fisico, più che chimico. Detto molto, ma molto brevemente, si congela il tabacco e lo si fa espandere tramite dei processi particolari. Ma l’esigenza di individuare tecniche del genere è subentrata proprio in collisione con la raffica di aumenti nei prezzi dei tabacchi. Giustamente, le case produttrici hanno dovuto adeguare i loro prodotti alle nuove regole del mercato.

Quando ho iniziato a fumare tabacco invece, nel 2010 circa, non c’era questa battaglia di “voluminosi” e “naturali“, il tabacco era semplicemente tabacco. Un prodotto poco utilizzato rispetto le sigarette, con un mercato di molto inferiore rispetto quello odierno. Non sto dicendo che prima si fumava tabacco salutare, assolutamente, ma perlomeno, si fumava tabacco ricercando un gusto, un sapore particolare. Adesso si fuma tabacco con il fine di risparmiare, di risparmiare sempre di più, e ci facciamo soggiogare da quelle che sono le offerte sempre più accattivanti del mercato.

Oggi, abbiamo un mercato saturo di prodotti pressapoco identici, che fanno del marketing pubblicitario il proprio punto di forza, a volte dimenticandosi della qualità e di ciò che contraddistingue un vero buongustaio del fumo. Forse oggi, rispetto a ieri, il tabacco è diventato un modo più economico di fumare, piuttosto che un terreno di nicchia per pochi appassionati. Magari è giusto così, magari no, sta di fatto che trovare un tabacco veramente buono sugli scaffali dei moderni tabacchini, è davvero difficile, non credete?

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  • Jackson De La Rosa

    Caro Paolo (autore dell’ottimo articolo), il “problema” del processo per creare i volume tabacchi credo sia solo questione secondaria: nessuno di noi può negare la presenza di additivi e sostanze tossico-nocive presenti nel tabacco di qualsiasi confezione oggettivamente parlando (esulando quindi da nomi e marche). Questi volume tabacchi stanno verosimilmente sottraendo una fetta di mercato ai soliti e noti marchi di trinciati. Forse a qualcuno non piacerà ma ormai la concorrenza di questi tempi è più feroce che mai in ogni settore, tabacchi sfusi compresi. E l’unica cosa da fare a mio avviso è accettarla seppur in modo sgradito. Auguro buon anno nuovo a tutto lo staff e ai frequentatori di SmokeStyle.

  • Grazie per il tuo utile intervento, l’unica precisazione che devo fare è che fondamentalmente, questi tabacchi voluminosi appartengono comunque alle solite big, quindi effettivamente per loro, il guadagno c’è sempre

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