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Il Tabacco da Fiuto

Il Tabacco da Fiuto

Il tabacco da fiuto è un prodotto d’altri tempi, derivato del tabacco sottoposto a procedimenti di triturazione che può essere annusato in alternativa all’uso tradizionale in sigari e sigarette.

Oggi, anche grazie alle tambureggianti campagne anti-fumo, sta ritornando il costume di gustare in maniera più originale ed arcaica la pianta di tabacco soppiantando sempre più il fumo delle sigarette e dei sigari. Certo, non è usato così tanto come nel 1600, ma in alcuni paesi, soprattutto quelli Scandinavi, il tabacco da fiuto è molto in voga, in altri paesi invece, sta facendo il suo ritorno a causa dei divieti di fumare nei locali, e nei posti dove d’inverno le temperature all’esterno raggiungono parecchie decine di gradi sotto lo zero. In queste circostanze è piuttosto comprensibile la scelta del fumatore di passare dalle sigarette tradizionali al tabacco da fiuto. In ogni caso, è un prodotto generalmente poco utilizzato al giorno d’oggi.

Le origini risalgono alla scoperta dell’America quando Cristoforo Colombo portò in Europa la polvere di tabacco utilizzata dagli indigeni d’oltreoceano destando la curiosità e l’interesse alla corte di Spagna. Jean Nicot lo propose per curare i mal di testa, l’insonnia, il mal di denti, la tosse e il raffreddore e ben presto si impose tra gli usi e costumi diffondendosi massicciamente, più tardi, anche alla maggioranza della popolazione. Nel ‘900 il suo utilizzo è stato soppiantato dal fumo.

Può essere “gustato” allo stato puro o gradevolmente aromatizzato al mentolo, rinfrescante ed indicato contro le costipazioni da raffreddore, al cioccolato, al limone, al lampone, alla fragola o speziato con cannella, whisky o bourbon, ecc. Si trova nelle tabaccherie in sacchetti o bustine o in scatolette di latta e, rispetto alle sigarette, ha una durata notevolmente superiore. La vendita è ovviamente vietata ai minori di 18 anni.

Per quanto riguarda i rischi cui si è sottoposti a seguito dell’utilizzo del tabacco da fiuto, pur se non eliminabili per la presenza della nicotina e delle nitroammine presenti nel tabacco essiccato, sono inferiori rispetto al fumo tradizionale soprattutto grazie al fatto che non vengono immessi direttamente nel ciclo respiratorio i i condensati tramite combustione. Altro vantaggio è quello di non arrecare danni ai non fumatori tramite fumo passivo.

Per “fiutare” il tabacco si adopera la propria mano, poggiando una quantità di polvere di tabacco sul dorso della mano (tabaccheria anatomica) e aspirandolo direttamente dal naso, oppure si possono adoperare alcuni strumenti come cannucce, “proiettili” e macchinari a molla.

Ho provato un paio di volte a cimentarmi in questa strana pratica, ma a dir la verità, non mi ha entusiasmato affatto. In primo luogo perché non ha nulla a che vedere con l’appagamento nicotinico che può dare una sigaretta e poi personalmente, credo che se i rischi per la salute sono minori a causa della non combustione di sostanze, vogliamo parlare dello “stress” a cui sottoponiamo il nostro povero naso?  Sicuramente non fa per me. E voi l’avete mai provato?

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  • giovannim

    si avranno problemi al naso…

  • Proprio così, a lungo andare sono inevitabili i problemi al setto nasale

  • klaus

    ci sono studi che provano i problemi al naso usando il tabacco da fiuto? credo che dal 1492 ad oggi non sia documentato nessun decesso legato a questo uso.

  • “problemi al setto nasale” non significa decesso. Significa semplicemente che i tessuti all’interno del naso si destrutturano. Questo non porta al decesso, ovviamente

  • CiaoHaTutti

    Bellissimo vizio, meglio del bondage

  • Alex Neko

    Ti stai confondendo con la cocaina che scioglie i tessuti nasali.
    Il tabacco da fiuto al massimo ti ottura il naso, ma basta un fazzoletto e liberi tutto.

  • snaker89

    Provato contro il raffreddore e funziona alla grande

  • francesco sarri

    Sullo stress al naso… Direi che non è neanche paragonabile al danno causato ai polmoni dal fumo di una sigaretta, che è caldo e pieno di sottoprodotti derivati dalla combustione.
    Alcuni di questi sottoprodotti non riescono ad essere elininati (del tutto o in parte) dai meccanismi di protezione del polmone stesso. Stessa cosa delle malattie polmonari contratte da chi lavora in ambienti con polvere di carbone, talco o amianto… Alcune componenti del particolato non possono essere distrutte nè eliminate per via meccanica e quindi rimangono lì a intasare gli alveoli e alla lunga possono (sommate agli altri componenti del fumo e al calore dello stesso) causare infiammazione che potrebbe trasformarsi in tumore.

    Con in tabacco da fiuto questo non si ha. Certo a lungo andare crea danni al setto nasale, ma pensate che il naso è fatto apposta per filtrare la maggior parte possibile delle schifezze che potrebbero esserci nell’aria, bloccare polvere e batteri proprio per evitare che vadano a finire nei polmoni che che sono molto più delicati.

    Ecco perchè, per me, paragonare i danni del fumo con quelli del tabacco da fiuto non ha alcun senso, non è mica cocaina che fa andare in necrosi la mucosa del naso a causa del suo potente effetto vasocostrittore locale.

    IMPORTANTE: Sono un fumatore, non un pazzo che cerca di convertire la gente al tabacco da fiuto ;)

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