Cartine spesse o sottili?

Partendo dal presupposto che l’uso delle due diverse tipoligie di cartine è una scelta puramente soggettiva dettata dal gusto personale, credo che con alcuni tabacchi sia necessario adoperare un unico tipo di cartine.

Prendo l’esempio del famoso Mac Baren Senza Nome Nero. Dopo averlo provato con numerosissime cartine diverse tra loro sono arrivato alla conclusione che un tabacco del genere si degusta meglio se fumato con cartine bianche di Tipo A. Un trinciato di questo tipo, decisamente umido e corposo, con una forza notevole, si gusta meglio con cartine che non alterino il sapore e facciano sentire tutta la bontà del tabacco.

Personalmente avverto queste due diverse sensazioni fumando lo stesso tabacco con cartine diverse, generalizzando le diverse marche di entrambi i tipi:

Tipo A: sapore più denso, vellutato e scorrevole, si percepisce tutta la forza del tabacco che colpisce la gola in maniera gentile ed elegante, senza dare fastidio al palato. Il fumo esce in maniera un po’ troppo pesante ma non disgusta e l’aroma che lascia a fine fumata è piacevole e persistente a lungo, anche se un pizzico pastoso.

Tipo B: sapore molto più intenso e pungente, si fuma facilmente ma ha un tono un po’ più acceso e aggresivo, senza stomacare o infastidire la bocca o la gola. A fine fumata lascia la bocca più pastosa e amarostica ma per chi è abituato a questo tipo di cartine questa sensazione è praticamente impercettibile.

A prescindere dal tipo di cartina scelto, ritengo che per degustare al meglio una sigaretta da meditazione come quella ottenuta con del Mac Baren Nero o del Van Nelle dopo un qualsiasi liquore o distillato, le migliori cartine siano quelle bianche finissime, come le Rex Bravo per esempio, che amplificate dal sapore dell’alcol regalano un piacevole ed estremo senso di bontà gustativo che permane anche a sigaretta conclusa. Insomma un vero attimo di paradiso per il palato. Voi siete d’accordo con me? :)

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