Come cambia la vendita delle sigarette

Nuove leggi sono entrate in vigore e ben presto potrebbero emanarne di nuove che cambieranno radicalmente la vendita delle sigarette in Italia.

La più importante e degna di nota a mio avviso – tra l’altro da poco entrata in vigore – è l’inasprimento delle multe verso tutti gli esercenti che saranno beccati a vendere sigarette e tabacco ai minori di 18 anni. Si parla di mille euro di multa, o di due mila euro più sospensione della licenza per tre mesi, se l’esercente risulta recidivo. In linea teorica i rivenditori dovranno chiedere un documento di identità, tranne ovviamente nei casi in cui la maggiore età è palese.

Altra notizia che ha fatto scalpore è stata quella relativa ai “pacchetti anonimi” in Australia. Il Dipartimento di Salute australiano, con l’appoggio dell’Alta Corte, è riuscita a proibire ai produttori di sigarette e tabacco di esibire i loro loghi nei pacchetti e nelle buste dei loro prodotti, che a partire da Dicembre, saranno anonime e prive della grafica di “tendenza” che caratterizzava ciascuna marca. Tutte le confezioni  delle varie marche dovranno esser di colore olivastro, il logo sarà piccolo e visibile solo in una parte della confezione prestabilita e inoltre la maggior parte del packing sarà occupata da immagini mostruose atte a scoraggiare gli eventuali consumatori al momento dell’acquisto.

Una compagna decisamente imponente per cercare di ridurre le vittime del fumo che ogni anno aumentano di numero, ma sorge spontaneo chiedersi se tali provvedimenti non avviino invece un processo inverso, incentivando ancor di più i non fumatori giovani e giovanissimi a intraprendere la strada del vizio.

Immagini shock, pacchetti tutti uguali, prezzi altissimi. Quello del fumo sta diventando un vizio troppo recriminato paragonabile ai tempi dell’Inquisizione Spagnola, ma stranamente sembra sortire l’effetto opposto.

Non sarebbe meglio investire in grosse campagne di sensibilizzazione? Far capire le motivazioni per cui il fumo è dannoso anziché recriminarlo e generare un “mito” attorno ad esso? La TV e i media in generale hanno un enorme potere in questo senso, sarebbe meno dispendioso e maggiormente efficace attuare campagne del genere piuttosto che rendere standard i pacchetti di sigarette impedendo al consumatore consapevole di effettuare la sua scelta nella piena libertà.

Decisioni controverse e paradossali che non si capisce bene a chi lucrano di più tra le parti. Ad ogni modo, come al solito vi chiedo di esprimere la vostra opinione in merito.


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