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Legge Cannabis Terapeutica: un passo avanti e tre indietro?

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Legge Cannabis: un lungo iter parlamentare

Già dal 2007 un decreto dell’ex Ministro della Salute Livia Turco ha sancito la possibilità di ricorrere al Servizio Sanitario Nazionale per l’erogazione di farmaci a base di cannabis, utili alla cura di numerose patologie, tra cui la sclerosi multipla. La parziale mancanza di informazione sugli effetti benefici che possono derivare dall’impiego della marijuana per scopi terapeutici e i costi quasi proibitivi dei medicinali, hanno però fatto sì che i medici non ricorrano molto spesso a questa opzione terapeutica. Una nuova legge nazionale nel 2013 ha permesso l’accesso ai medicinali cannabinoidi erogati dal Servizio Sanitario Nazionale per la cura di dolori cronici, ma anche in questo caso sono stati ben pochi a recepire la normativa. Il 15 luglio 2016 infine, è stato presentato alla Camera un decreto sulla liberalizzazione della marijuana. Per la prima volta la legge fa riferimento anche alla legalizzazione della cannabis per scopi ricreativi. Oltre a prevedere la possibilità di detenere piccole quantità di cannabis e coltivare fino a cinque piante di marijuana in ogni abitazione, il decreto prevedeva la possibilità di aprire esercizi commerciali dove questa veniva regolarmente venduta, in un regime di tassazione molto simile a quello del tabacco. A seguito dell’approvazione della legge 242/2016 sono così sorti nelle più grandi città italiane i primi grow-shop, ovvero esercizi dove è possibile acquistare marijuana light (con un contenuto massimo di THC inferiore allo 0,6%).

Legge Cannabis: Novità per il 2017

Una nuova piccola svolta potrebbe arrivare dal disegno di legge approdato il 17 ottobre 2017 alla Camera dei Deputati. Un testo unificato che contiene le modifiche apportate alla legge nazionale del 2013, che ha visto concludersi il lungo iter parlamentare solo lo scorso 27 settembre. Il Testo prevede importanti novità e proposte per la legalizzazione della marijuana a scopo terapeutico su tutto il territorio nazionale. Gli obiettivi che si pone il disegno di legge all’esame della Camera sono innanzitutto quelli di agevolare l’accesso alle terapie a base di cannabis per tutti i pazienti, anche promuovendo se necessario una maggiore informazione ai medici di base. Tra gli interventi necessari a rendere accessibili i farmaci, vi è la richiesta di individuazione di luoghi idonei alla coltivazione e trasformazione della pianta, fino ad oggi riservata esclusivamente allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze.

Argomentazioni contrastanti tra i due schieramenti

La proposta di legge arrivata alla Camera per il sì definitivo, si poneva come obiettivo la legalizzazione tout court della marijuana, sia per uso terapeutico che ricreativo. Questo ha visto contrapporsi due schieramenti ben distinti. Da una parte Movimento 5 Stelle che, insieme alla sinistra, chiedeva la legalizzazione della cannabis tout court, dall’altra Partito Democratico e Forza Italia, dichiaratisi contrari perché considerano questa legge superflua. Secondo quanto dichiarato dal deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto infatti, esiste già una legge che rende legale l’utilizzo della cannabis per fini terapeutici, mentre per quanto riguarda quelli ricreativi, il partito si è ancora una volta schierato nel fronte del no. La Camera ha infine approvato l’articolo 1 del decreto (quello riguardante la legalizzazione per uso terapeutico), bocciando invece quegli emendamenti che prevedevano la possibilità, per i pazienti che ne avessero necessità, di coltivare le piantine in forma privata oppure attraverso le varie associazioni.

Quindi è possibile acquistare ed assumere prodotti a base di CBD?

Il CBD (Cannabidiolo) è solo uno degli oltre 80 principi attivi contenuti nella cannabis e sta prendendo sempre più piede dal momento che sono stati riconosciuti scientificamente i suoi effetti terapeutici. Non produce effetti psicoattivi, pertanto lo si può assumere tranquillamente anche in Italia, tanto che negli ultimi mesi è scoppiata una vera e propria CBDmania seguita dal fenomeno della Cannabis Light. Lo si può trovare sotto forma di oli, gomme da masticare, capsule gelatinose, liquidi per sigarette elettroniche, latte e alimenti vari e tantissimi altri prodotti. È considerato un vero e proprio integratore alimentare e specialmente l’olio di CBD sta entrando nelle abitudini di molti. Lo si può assumere semplicemente mettendo qualche goccia sotto la lingua, oppure sopra le pietanze che prepariamo quotidianamente o in qualsiasi altro modo si preferisca.

Quale concentrazione di olio dovrei scegliere?

L’olio di CBD viene prodotto con diverse concentrazioni. Il dosaggio è prettamente soggettivo e non ci sono controindicazioni negative ma come qualsiasi altra sostanza è meglio non eccedere. D’altronde nessuno assumerebbe mai una dose eccessiva di integratori alimentari, giusto? Sebbene non abbia effetti psicotropi ma soltanto rilassanti è bene seguire le indicazioni dei produttori per quanto riguarda il dosaggio giornaliero e variare il dosaggio in base alla propria tolleranza.

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