I più giovani stenteranno a crederlo, ma ci fu un'epoca, nei primi '90, in cui un pacchetto di “bionde“ costava meno di 2€, circa 3.000 delle vecchie lire (o addirittura di meno, a seconda delle marche). La prima “stangata“ arrivò all'epoca di Ciampi e di Amato, che fecero impennare i prezzi delle sigarette Marlboro fino a 4,500 lire in pochi anni: comunque meno di 2,5€.
Subito prima dell'entrata nell'euro, nel 2002, un pacchetto di Marlboro costava ancora 5.500 lire, poi “convertite” a 3€. E da allora non c'è stata tregua. Ad aumentare costantemente il prezzo sono state le accise: tasse sui tabacchi che, oltre a scoraggiare il tabagismo, portano preziose risorse nelle casse dello stato (facendo infuriare i milioni di tabagisti Italiani)
Sembra una vita fa, ma nel lontano 2006 un pacchetto di sigarette si aggirava in media intorno ai 3,40€, che salivano a 3,90€ per i marchi più cari (dati da assotabaccai.it). Anno dopo anno, i rincari sono stati implacabili e sempre puntuali. Al giorno d'oggi, per un pacchetto di sigarette dalle nostre parti si spendono in media 5€.
Se può consolare qualcuno, va detto che, se guardiamo ai paesi che ci circondano, il fumatore incallito non è poi messo così male: se la Norvegia è un vero e proprio inferno per chi fuma (prezzo medio: 11,84€), anche in U.K. e in Irlanda si superano abbondantemente le 9€. In Francia e Svezia siamo tra i 6€ e i 7€, che scendono a 5,47€ in Germania, 4,75€ in Spagna e a 4,70€ in Austria. Per risparmiare sul serio, però, bisogna andare ad Est: se in Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Romania si superano di poco i 3€, in Serbia un pacchetto vi costerà 1,17€. Se la passano benino in Russia (1,84€), ma è soltanto in Bielorussia che troverete un pacchetto di sigarette a meno di 1€, con un prezzo medio di 0,92€.