Mac Baren Senza Nome Nero

La punta di diamante della famiglia Mac Baren Senza Nome è senz’altro la versione nera. Lo si può capire semplicemente apprezzandone il profumo emanato dalla confezione ancora sigillata. Deciso, robusto, intenso, penetrante. La busta è identica a quella del verde e del bianco, con lo stesso doppio rivestimento in plastica, la striscia trasparente che lascia intravedere il tabacco all’interno e la linguetta adesiva più resistente grazie a un ulteriore ripiego nella chiusura della busta.

Una volta aperto l’aroma sprigionato è forte, fresco e aromatico, al tatto il tabacco risulta morbido e il colore è molto scuro, con qualche filo biondo e con rare imperfezioni. La prima fumata investe la gola con una forza incredibile, ma non è per nulla spiacevole, anzi risulta più che gradevole al palato, con un sentore leggermente aromatico, difficilmente percettibile perchè coperto dallo spessore del corpo. Il retrogusto è ottimo nonostante il tono acceso del tabacco, perchè non lascia la bocca pastosa ne amara, il che è quasi inverosimile considerata la forza di questo Halfzware.

In conclusione è un tabacco pregiatissimo, da consumare lentamente e da gustare fino in fondo. Può essere benissimo adottato come tabacco quotidiano, ma visto la consistenza a mio avviso sarebbe meglio alternarlo con uno più mite e assaporarlo in occasioni tranquille e lontane dalla frenesia quotidiana, quasi come si fa con un whisky invecchiato :D

Recensione a cura di eddy

E’ un tabacco umido, corposo, difficilmente assimilabile con altri in commercio, se non con il Van Nelle o il Drum Original. Una volta aperta la confezione, l’aroma del tabacco risulta molto forte senza però coprire le note aromatiche più dolciastre. Gli aromi secondari sono molti e variano a seconda del grado di umidità. Se lasciamo seccare leggermente il tabacco coglieremo sfumature d’erba, se lo consumiamo in stato ottimale sentiremo una fragranza speziata che inizia con toni amari per spaziare poi con un finale agrodolce, se invece (come faccio io :D ) portiamo il tabacco ad un’umidificazione estrema, per esempio lasciando tutti i giorni la pietrina nel portatabacco, coglieremo sentori di legno (probabilmente di faggio o quercia) tipici del whisky invecchiato in botte. E’ un tabacco da sfilacciare assolutamente che, sopratutto se umidificato ulteriormente, tende a non tirare in maniera ottimale. Si rolla veramente bene, quasi accompagnando la forma della sigaretta, adatto anche ai principianti, sempre che questi riescano a far fronte alla forza che sprigiona.
In conclusione un tabacco che rasenta l’eccellenza, ma che tende a stancare se fumato come quotidiano. Personalmente alterno la passione dell’ hand-rolling a quella per i sigari toscani, quindi il suo gusto non mi da troppo fastidio, anzi, tendo a variarlo con il Van Nelle o con il Brebbia, ma per chi proviene da tabacchi secchi Virginia, o da American Blend, forse sarebbe meglio lasciare la forza del Kentuky ad occasioni speciali, o alla classica fumata serale.

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